Il Pulitzer 2015 va a Anthony Doerr (e a Rizzoli, di nuovo)

È Anthony Doerr, classe '73 e originario di Cleveland, in Ohio, a essersi aggiudicato quest'anno la vittoria del premio Pulitzer che, come è noto, si presenta come il più alto riconoscimento al romanzo di un autore americano, preferibilmente rappresentativo dell'America stessa, e annovera tra i suoi storici destinatari Harper Lee, William Faulkner e Alice Walker.
Il romanzo che è valso a Doerr la bella cifra di 10mila dollari si intitola All the Light We Cannot See, e gli appassionati delle competizioni letterarie in lingua inglese lo avranno già visto comparire nella lista dei candidati al National Book Award for Fiction nonché in quella dei libri dell’anno secondo Amazon, insieme a Richard Ford e Joyce Carol Oates. Non è un caso, dunque, che abbia passato ben 46 settimane tra i best seller del New York Times e che abbia venduto negli Stati Uniti oltre 1,6 milioni di copie. 

Ambientato nella Francia degli anni della Seconda guerra mondiale, All The Light We Cannot See racconta l’incrociarsi delle vite di Marie-Laure, che convive dall’età di sei anni con una malattia degenerativa della vista ed è stata costretta dall’invasione nazista a rifugiarsi a Saint-Malo insieme al padre, e di Werner, ragazzino cui la straordinaria dimestichezza con le radio ha spianato una carriera all’interno della Gioventù hitleriana.
Un libro che la giuria, composta dalla giornalista Elizabeth Taylor, dallo scrittore Alan Cheuse e dal professore David Haynes, non ha esitato a definire «un romanzo intricato e fantasioso, scritto in brevi ed eleganti capitoli che esplorano la natura umana e la potenza contraddittoria della tecnologia».

Il caso ha voluto che Doerr si trovasse proprio in Francia insieme alla sua famiglia, in occasione del tour promozionale del libro, quando gli è stata annunciata la notizia: «È pazzesco che io l’abbia scoperto proprio mentre mi trovavo qui» ha dichiarato al Wall Street Journal. 

Il traguardo di Anthony Doerr segna anche un nuovo successo per Rizzoli che, dopo il boom di vendite del Cardellino di Donna Tartt, vincitrice dell'edizione 2014, vede adesso passare lo scettro al suo interno: Tutta la luce che non vediamo è infatti entrato a far parte del catalogo della casa editrice lo scorso ottobre. Insomma, anche questa volta c’è odore di best seller. 

L’autore ha all’attivo due raccolte di racconti brevi, The Shell Collector (2002) e Memory Wall (2010), il memoir Four Seasons in Rome: on Twins, Insomnia and the Biggest Funeral in the History of the World (2007) e il romanzo About Grace (2004), ma solo Tutta la luce che non vediamo è stato finora tradotto in Italia. Attualmente collabora come giornalista per il Boston Globe e The Morning News. 

La cerimonia ha visto inoltre premiati The Sixth Extincion di Elizabeth Kolbert per la non-fiction, Gregory Pardlo per la poesia, Elizabeth A. Fenn per la storia e David I Kertzer per la biografia Il papa e Mussolini

Oriana Mascali

Abusa come se non ci fosse un domani dell'espressione "come se non ci fosse un domani". Specializzata in letteratura francese per aver scoperto troppo tardi gli americani, ha una sola certezza nella vita: avrebbe voluto essere Francis Scott Fitzgerald, ma non lo è. Peccato. Comunque le sarebbe andata più che bene anche Sylvia Plath.

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