La scimitarra perduta di Salgari

Photo Credits: Ximena Maier per il libro El Corsario Negro

 

Una serata di lusso nella fattoria Americana a Canton – gran gente – la danza – un gran numero di giocatori

che ascoltano il viaggio di Geville alla sfortunata ricerca della spada dell'imperatore Khien-lung

– entra il capitano James e l'italiano Robiano sono due inseparabili – ascoltano la storia – i due amici sorridono

– il francese si volge a loro – una spiegazione.

Dal primo foglio della trama della Scimitarra di Khien-Lung

 

Prima che arrivasse Johnny Depp e che i pirati diventassero automaticamente “dei Caraibi”, c’è stato un tempo in cui i corsari più famosi veleggiavano nelle acque della Malesia sui prahos o esploravano le foreste del Borneo, affrontavano nemici terribili a colpi di kriss e conquistavano donne straordinarie, i cui nomi – Marianna, Surama, Honorata – evocano ancora oggi una bellezza esotica in grado di oscurare quella di una Keira Knightley qualunque. Tutto questo grazie alla penna e alla fantasia di Emilio Salgari, che, pur non visitando mai i mondi lontani da lui descritti, si impose come il padre del nostro romanzo d’avventura, dando vita a vicende e personaggi indimenticabili.

Ma ai più noti Sandokan, Yanez, Corsari di vari colori, si andrà a breve ad aggiungere un nuovo eroe, finora rimasto sconosciuto: il capitano Robiano, un marinaio italiano. È stato infatti da poco svelato il mistero della Scimitarra di Khien-Lung, uno degli oltre 80 romanzi dello scrittore veronese, di cui per circa 130 anni si è conosciuto soltanto il titolo. L’opera, infatti, era stata citata dall’abate Pietro Caliari nella nota introduttiva al suo romanzo storico Angiolina, in cui il prelato e insegnante di italiano ricordava una visita del suo allievo Emilio Salgari, venuto a mostrargli un testo inedito. Della Scimitarra però non si avevano ulteriori notizie, e solo oggi è possibile ricostruirne la trama e l'ampiezza, grazie alle recenti rivelazioni dello scrittore e saggista Roberto Fioraso sulla rivista Ilcorsaronero. Lo studioso, infatti, era entrato in possesso già nel 1996 di alcune carte appartenute al “salgariano” Giuseppe Turcato, tra cui le fotocopie di tre fogli manoscritti di Salgari, uno dei quali con il titolo La scimitarra di Khien-Lung. La provenienza dei fogli è tuttora ignota, ma la grafia è quella del grande autore e il contenuto è identificabile con la trama del romanzo.

Cosa si sa, quindi, di questa Scimitarra?

Composto di 51 capitoli, il romanzo si svolgeva in Estremo Oriente, tra Cina, Thailandia e Myanmar, e vedeva come protagonista un capitano di marina italiano, Robiano, presentatoci all’inizio dell’opera durante una festa, in una fattoria americana a Canton. Al suo ingresso, si sta narrando la storia della leggendaria spada dell’imperatore cinese Khien-Lung, sulle cui tracce si metterà il nostro eroe.

L’analisi di queste pagine ha permesso a Roberto Fioraso di opporsi alla teoria di molti studiosi (come Gian Paolo Marchi e Felice Pozzo), secondo cui La scimitarra di Khien-Lung coincide con l'opera per ragazzi che Salgari pubblicò con il titolo La scimitarra di Budda prima a puntate sul Giornale dei Fanciulli (nel 1891) e poi in volume (1892), per i tipi di Treves. Fioraso invece non è d’accordo e ritiene che, nonostante le vicinanze della trama, i due romanzi presentino differenze incolmabili di contenuto e scrittura, che li rendono due opere ben distinte.

 

Silvia Banterle

Al contrario di tutto il resto del genere femminile, non vede l’ora di invecchiare, per poter finalmente essere acida come Emma Thompson in Saving Mr. Banks. A proposito, un attimo fa avete sbagliato a pronunciare, il suo cognome è sdrucciolo.

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