Lode a Mishima e a Majakovskij: letteratura, politica, Ezra Pound e casa Pound.

Ezra Pound lo fanno studiare al liceo i professori di inglese e a volte anche quelli di letteratura italiana.

Se militi in qualche collettivo politico al liceo lo studi controvoglia, oppure lo studi con fervente spirito di contestazione associando al termine "merda fascista" tutta la roba che scrive. Se alla politica inizi ad interessarti più avanti negli anni, semplicemente, poi, ti si innesca un meccanismo di rimozione della parte letteraria e la prima (a volte l'unica) cosa che ti viene in mente quando senti il nome di Ezra Pound è quella sorta di centro-sociale-di-destra che si è appropriato del suo nome. casaPound, ça va sans dire.

Già da qualche anno alla figlia, Mary de Rachelwitz, questa cosa non andava giù: aveva contestato, protestato, e via discorrendo e i fatti di Firenze sono stati la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso, inducendo la signora de Rachelwitz a passare alle vie legali intentando una causa che inizierà a gennaio (probabilmente le ragioni sono anche mediatiche e di immagine, oltre che etico-politiche, ma non stiamo qui a indagare).

Tralasciando i botta e risposta tra la signora de Rachelwitz e il leader di casaPound Gianluca Iannone, e  le disquisizioni (utilissime, ma poco Finzioniche) su fascismo e antifascismo, ci soffermiamo sull'aspetto letterario della cosa: è una cosa importante perchè come diciamo noi nel nonalogo del libretto rosa, l'autore dura un attimo e quello che ci resta è la sua opera, quindi essere indotti a tralasciare o etichettare negativamente e aprioristicamente l'opera di Pound per motivi solo politici, per i suoi legami col fascismo e via discorrendo è una mossa poco intelligente. E vale anche per gente come Céline, Pirandello, D'Annunzio e Mishima (e non apriamo il complicatissimo caso Tolkien, altrimenti poi arriviamo a digerire insieme anche il pranzo di Capodanno!)  

"Lode a Mishima e a Majakovskij!", diceva un tale e anche se il senso della canzone era un altro, è una frase condivisibile anche per i motivi di cui sopra. 

Eve Blissett

Prendi tutti i personaggi femminili di DFW, aggiungi 1/4 Hermione Granger, 1/4 di Margot Tenenbaum, 1/6 di Holden Caulfield, 1/6 di Daria Morgendorffer, e un pizzico di Dana Scully (per dire solo le prime cose a caso che mi vengono in mente). Aggiungi tatuaggi. Poi shakera come se non ci fosse un domani seguendo il ritmo di She's Lost Control dei Joy Division. And now, get drunk!

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