Non ci sono più i reclusi di una volta

La settimana scorsa avevamo pubblicato una delle notizie più attese dell’anno, ovvero la data di uscita di Bleeding edge, il nuovo romanzo di Thomas Pynchon. In breve tempo si è scatenata la caccia ai rumors e la fame di notizie è cresciuta incontrollata. Come da copione, le speculazioni (e le speculazioni sulle speculazioni) non hanno tardato a uscire fuori e tutta la comunità di appassionati è stata per giorni con la bava alla bocca in attesa di ulteriori dettagli…

…che sono subito arrivati. La Penguin ha infatti parlato ancora, stavolta rivelando alcune informazioni importanti sulla trama. Il romanzo, fanno sapere da Twitter, sarà ambientato nella Silicon Alley di Manhattan (una zona newyorkese in cui si concentrano aziende di Internet e new media, da non confondersi con la quasi omofona Valley califoniana) nel periodo che intercorre tra lo scoppio della bolla speculativa delle dot.com — che raggiunse il suo culmine intorno al 10 marzo del 2000 — e l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre. Diciotto mesi che sono in apparenza una tregua tra due eventi catastrofici, ma che per Pynchon costituiscono terreno fertile per lo sviluppo dei temi a lui più cari: sotto-trame, cospirazione e paranoia.

Per lo scrittore, vicino al suo settantacinquesimo anno, potrebbe essere — questa è l’ennesima speculazione — l’ultimo romanzo da aggiungere alla mastodontica (non credo esista aggettivo più adatto) produzione letteraria.

Un’altra speculazione interessante riguarda la lunghezza del romanzo. I romanzi più lunghi, L’arcobaleno della gravità e Contro il giorno — in due fanno duemila pagine —, sono stati scritti in circa otto anni. Ne sono passati invece solo quattro dall’ultimo Vizio di forma. Quante, quindi, potremmo aspettarcene? Cinquecento?  Data l’estrema riservatezza dell’autore, i numeri sono basati solo sulla cronologia delle pubblicazioni e potrebbero pertanto essere sbagliati. Certo è che sono masturbazioni mentali, ma come si fa a non parlare di pagine quando si parla di Pynchon?

Per ora su Bleeding edge non si hanno altre notizie ufficiali (in caso arrivino non mancheremo di pubblicarle), ma una riflessione curiosa sul personaggio è d'obbligo. Dopo aver prestato la voce per il booktrailer dell’ultimo libro e il promo della versione ebook del suo catalogo (e per i Simpson, ma già lo sapete), adesso è in cantiere il film di Vizio di forma e sembra plausibile un coinvolgimento del Nostro nella sceneggiatura. Insomma, sono proprio cambiati i tempi da quando i suoi libri arrivavano sugli scaffali come fulmini a ciel sereno; nonostante il confino in un rigido isolamento e un rapporto sub rosa con l’editore, col tempo lo scrittore sembra aver ammorbidito le sue posizioni estreme nei confroni dei media. Non voglio dire che le strategie di marketing sono riuscite a corrompere l’incorruttibile Pynchon, ma di certo non è più il recluso di una volta.

Lorenzo Castelli

Da quando ha scoperto la differenza tra E’ e È la sua vita non è cambiata. Ma adesso inizia le frasi con il verbo essere alla terza persona singolare modo indicativo tempo presente una volta su tre. È convinto che i suoi articoli salveranno il mondo.

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