Quando Pavese si riscrive su Twitter

(Photocredit: Alesiso)

 

Chissà lui cosa ne penserebbe. È stata questa la prima domanda che mi sono posto quando sono venuto a conoscenza dell'iniziativa della Fondazione Cesare Pavese. Nell'epoca della "twitteratura", anche i nostri capolavori letterari possono affacciarsi in una nuova dimensione, con esiti interessanti. Così, a partire dal 15 giugno scorso, si è dato inizio al progetto di "riscrittura" di una delle opere più conosciute di Pavese, La luna e i falò

Usando l'hashtag ufficiale del progetto, #LunaFalò, i partecipanti potranno partecipare alla riscrittura dei 32 capitoli del celebre romanzo attraverso i propri tweet. La Fondazione Cesare Pavese (@PaveseCesare) raccoglierà poi i 32 migliori cinguettii per pubblicare una nuova edizione "social" di La luna e i falò, che verrà presentata e letta a Santo Stefano Belbo nell'incontro del 9 settembre, in occasione dell'anniversario della nascita dello scrittore, cui saranno invitati i protagonisti del progetto. Potete trovare qui tutte le altre informazioni sull'iniziativa.

Ritornando al quesito iniziale, non ci si può non divertire a immaginare cosa direbbe Pavese stesso di un progetto di questo tipo, che fa dialogare attivamente i classici contemporanei con gli ultimi strumenti a disposizione nell'ambito della comunicazione, ma anche della lettura e dell'aggregazione sociale. Perché, pur cambiando i mezzi, è sempre di libri che si parla e di come essi debbano confrontarsi con la tradizione e con il futuro, reagire di fronte all'avanguardia e con quali risultati mescolarsi al mutare dei tempi, delle epoche e delle generazioni. Durante il suo percorso tragicamente interrotto, Cesare Pavese ha saputo comunque misurarsi con questioni e problemi di questo tipo, lasciando a contemporanei e posteri un contributo irripetibile come scrittore, editore e uomo. Oggi i suoi lettori provano a raccogliere di nuovo la sua eredità, maneggiandola con i nuovi strumenti, dimostrando che in ogni epoca uno come Pavese potrà sempre dire la sua. 

 

 

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

2 Commenti