Sulla strada…da novant’anni più uno

Tutti gli altri sono assolutamente soddisfatti della vita così com'è. Io no. Voglio la pura comprensione e poi la vita così com'è. Deciderò io stesso cosa fare della mia vita anche se brucerò nel provarci.

[UPDATED] Serve aggiungere altro? A cospetto di alcune frasi è davvero difficile dire alcunché. Non bisognerebbe far altro che interiorizzare ogni singola parola e portarla con noi ogni istante.

Oggi è il compleanno di Jack Kerouac che compirebbe novantuno anni e Andrea Sesta  scrisse tempo fa un bell'articolo anche a proposito del film tratto dal romanzo che ha dato la celebrità allo scrittore principe della beat generation.

Se conoscete poco Kerouac siete delle brutte persone, ma per voi c'è ancora speranza; se lo conoscete ma non lo apprezzate affatto siete delle pessime persone e probabilmente è solo perché siete chiusi in una stanza arrovellandovi il gulliver per tutto il giorno. Così è ancora Kerouac che vi dà la soluzione: 

E poi c'è la strada. L'unico posto dove un uomo può andare quando non sa dove andare.

I libri di Kerouac e, in un certo modo, Kerouac stesso, ci aiutano a cambiare non tanto la percezione che abbiamo del mondo, ma a cambiare la percezione che il mondo ha di noi. Siamo invitati a dare una svolta alla nostra vita, una feroce e violenta sferzata al nostro  vissuto, a divenire protagonisti attivi di ogni nostro gesto.

– Dove andiamo? 
– Non lo so, ma dobbiamo andare!

Michele Danesi

Michele Danesi

È un temibile sociopatico. Da poco trasferitosi a Torino, lotta per il partito del maschio col ferro da stiro. Per lui non esistono limiti spaziali o temporali; quando non stira lenzuola, legge e scrive in continuazione: ha capito che in questo modo le persone evitano di parlargli. Nonostante questo, vive nell'insana consapevolezza di piacere agli altri.

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