Tolta la lettera scarlatta al romanzo di Twain

È curioso pensare che mentre in Italia ci si intrattiene sfacciatamente con escort più o meno di lusso, in America c’è chi ancora si scandalizza per un libro di Mark Twain. Sono rimasta basita (tasto F4, per citare Boris), quando ho letto che solo oggi, dopo 105 anni, è stato tolto il bando a Il diario di Eva.

Succede a Charlton, nel Massachusetts, cittadina bigotta di 14.000 abitanti. Nel 1906, anno di pubblicazione del romanzo, i capifamiglia dell’epoca si riunirono per ragionare sull’opportunità di esporre nella biblioteca comunale il libro famigerato. Si decise per il no, come avrete capito.

A scandalizzare la comunità furono soprattutto le illustrazioni di Lester Ralph, che accompagnano il romanzo. In particolare una che ritrae Eva come mamma l’ha fatta mentre si aggira spensieratamente nell’Eden.

A mettere fine a questa ridicola censura è stato un tale Richard Whitehead, dal 2008 nel Consiglio di amministrazione della biblioteca. È stato lui infatti a mettere all’ordine del giorno la riammissione del povero Twain al banchetto letterario di Charlton: mozione approvata all’unanimità, a quanto pare. Tanto che ora verrà creata una teca apposita all’entrata della biblioteca in cui Il diario di Eva verrà esposto come merita.

E sì che Twain in vita ne ha subite tante di censure, ma questa le batte tutte.

Francesca Giannone

Francesca Giannone

Redattrice e giornalista. Seguace della letteratura americana, di Truffaut e del tabacco Pueblo senza additivi. Ha un sogno irrealizzabile: bere una bottiglia di Negroamaro salentino insieme a Richard Yates e Raymond Carver.

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