Una libreria per il trapasso

Onde evitare qualunque ripugnanza, perchè il tema è magari quello più temuto nell'ambito dei valori primari, e a scanso di patemi superstiziosi, in questo post parlerò in prima persona. Così se faccio riferimento a delle bare intenderò la mia e non la vostra. Tutti d'accordo? Perfetto. State a sentire.

Il designer William Warren s'è inventato un oggetto d'arredamento pragmatico e futuristico, ma soprattutto orientato al riciclo. Parlo di una libreria. Niente di nuovo sotto il sole, direte, s'è inventato una libreria, embè? Ecco se, poniamo il caso, decidessi di comprare questa libreria, domani i miei cari (o, se dovessi cadere in malora, le persone anelanti la mia dipartita) potranno utilizzarla per… seppellirmi. Una libreria che diventa una bara! Ora io mi immagino la scena: io muoio e loro che devono fare? Togliere tutti i miei libri, trovare un altro spazio, smontarla e mettermici dentro. Scusate, ma mi fa ridere di gusto! Sia chiaro che non mi fa ridere l'ingegno del designer, mi fa proprio ridere la scena della mia morte!

Oltretutto: quanto costa una bara? Comunque sia una fortuna! Quindi mi metto tranquilla e faccio un investimento che domani mi ritornerà assai utile.

Chiedo scusa se questa mia ironia dovesse andare a urtare la sensibilità di qualcuno, so di stare a scrivere di un valore delicato, non è mio intento ferire nessuno. Ma sono ore che mi arrovello per capire come ha potuto Warren arrivare a ragionare su una simile ipotesi di design. L'estro e la creatività non hanno confini, men che meno in questo caso dove il design ha studiato un elemento che serve appunto per oltrepassare la vita. Quella terrena perlomeno.

Mariangela Lecci

Mariangela Lecci

A chi lascerò le mie password e i miei libri? A nessuno. Il Paradiso è quel posto dove potrò portarmi tutto questo con me. Il resto lo ritroverò lì. Gatto incluso.

2 Commenti
  1. L’idea la trovo di una figata unica! Qualche anno fa è venuto a mancare un membro della mia famiglia e sono rimasto scioccato di quanto siano care le bare. Trovo pertanto quest’idea eccezionale, ammortizzare il costo di un oggetto che si usa una sola volta e goderlo ben più che nella sua ultima destinazione d’uso (che di per sè non provoca grande godimento nell’interessato). Per quanto riguarda i libri contenuti durante la permanenza in vita, toccasse a me, mi ci farei seppelire assieme, insomma sai che noia tutto quel tempo sotto terra? Meglio portarsi qualche bel mattone per passare un po’ il tempo, mi dicono che gli abitanti del sottosuolo non siano particolarmente di compagnia!

    Detto questo faccio mia l’indicazione dell’autrice, io sono una persona che non prende dannatamente sul serio la morte (lo si evince dal nickname d’altronde) è una tappa fondamentale della vita e se non si scherza sulla (nostra) morte, che diamine a me non pare neanche la pena di vivere! Comunque sia, vogliano scusarmi coloro i quali siano stati turbati dalle mie parole.

  2. Ho proposto ai miei genitori di comprarne una per ogni stanza, in modo da assicurare degna sepoltura ad ognuno di noi. Mia madre ha detto seria “Bé, qualche libreria ci serve davvero…….quanto costano?”. Momenti epici.