eBook che non lo erano

Oggi scade il termine ultimo per consegnare il censimento ISTAT (e anche per pagare il canone Rai, per dire). Bene, che abbiate assolto o meno ai vostri obblighi di buoni cittadini, sappiate che quello dell’ISTAT non è l’unico censimento realizzato in questi mesi.  

Un’altra raccolta dati, meno ufficiale ma più divertente (e più rapida) è stata realizzata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar (in onda su Radio Due). Quelli di Caterpillar hanno chiesto ai loro ascoltatori di raccontare dov’erano e cosa facevano cinque anni fa. Come sono cambiate da allora le loro vite, cosa le ha stravolte nel bene e nel male. 

Il risultato è un ritratto di una parte di Italia che si muove, geograficamente e non solo. Che cresce e descresce e che affronta nei modi più diversi questo particolare momento della nostra storia collettiva. Da oggi tutte queste testimonianze sono raccolte in un ebook, scaricabile gratuitamente
 
Ecco, il fatto è che l’ebook in sé non è proprio un esempio di stile. Verrebbe da dire che le cose vanno chiamate col loro nome e qui il nome giusto è “file PDF”. L’ebook, speriamo, è un’altra cosa. E sarebbe bene che non si prendesse l’abitudine di chiamare così qualsiasi testo digitale. 
Lo stesso Marino Sinibaldi, proprio intervenendo a Caterpillar riguardo la pubblicazione di questo testo, ha detto una cosa interessante in questo senso. Interrogato sul suo uso degli ebook, Sinibaldi ha risposto: “Credo che il computer non aggiunga niente al libro tradizionale. Il vero ebook nascerà quando il libro in rete sarà qualcos’altro, non solo le righe digitalizzate” (qui il podcast, Sinibaldi arriva al punto citato al minuto 12.00 più o meno).
 
Ora, di ebook veri e propri, che sono qualcos’altro rispetto al libro tradizionale, ce ne sono già parecchi quindi il verbo al futuro stona un po’. Il concetto però è quello. E la confusione deriva anche dal fatto che si finisca per usare la parola ebook per qualsiasi testo digitale. Nella carta siamo molto più sensibili a questo. Ci sono tantissime parole per definire un insieme di fogli. E nessuno si sognerebbe di chiamare "libro" un opuscolo o una dispensa. Insomma, magari ci mancano ancora le parole giuste per dirlo ma sarebbe meglio iniziare a cercarle e a fare un po’ i precisini. 
 
(Poi, manie digitali a parte, il PDF di Caterpillar è bello e interessante, eh. Leggetelo.)

 

Margherita Caramatti

Conosciuta anche come Maggie. E' nata con la passione per i libri e cresciuta con quella della tecnologia e del uéb, oggi cerca di unire le due cose e farne una professione.

7 Commenti
  1. @Margherita

    Sono d’accordo sulla necessità di una maggiore precisione circa la definizione di ebook; tuttavia il PDF di Caterpillar ad esempio si sa già che cos’è, è un PDF (termine così diffuso da essere entrato nella nostra quotidianità). Possiamo leggerlo grazie a un ebook reader? Bene. È un libro digitale? Sì e no. No perché non è un testo fluido e riconfigurabile, sì perché è digitale e posso leggerlo su un dispositivo ad hoc.

    Curiosa la posizione di Sinibaldi e grazie per averla riportata nel tuo post. Un ebook sono parole digitalizzate non vedo perché negarlo. Possiamo discutere sui formati ma da anni ad esempio le canzoni in Rete le ascoltiamo grazie ad algoritmi di compressione audio e non mi pare che abbiamo iniziato a interrogarci su quale sia la “vera musica” (digitale), o mi sono perso un dibattito teoretico con i fiocchi? 🙂

  2. Ciao Luca, grazie del contributo!
    L’articolo nasce proprio per alimentare questo genere di confronto. Perché anch’io vorrei capirne di più.

    Ciò detto: vero, un ebook sono parole digitalizzate. Così come un libro è un insieme di fogli. Ma come nel tempo abbiamo creato delle sottocategorie per differenziare il libro dall’opuscolo, dal tomo, dal fascicolo, dovremmo farlo prima o poi anche per l’ebook. O no? Altrimenti è tutto uguale. Un blob dove confluiscono i PDF fatti male, quelli fatti bene, gli ePub, e tutto quanto.

    Quando ho sentito parlare di questo eBook in trasmissione sono andata subito a vedere, l’ho scaricato e mi sono chiesta “ma questo è un ebook?”. Risposta: “spero di no”. Insomma, io li adoro quelli di Caterpillar ma qui non ci sono neanche i numeri di pagina!

    Riguardo al paragone con la musica: in realtà io di appassionati che dicono che gli Mp3 sono la morte del suono ne ho sentiti diversi….;)

  3. @Margherita

    Infatti adoro scambi di idee come quelli che proponi. Continuiamo. Ricordi i Millelire? Un grafico che ritengo un maestro, Franco Achilli, durante una lezione li ha definiti un inganno (credo abbia usato anzi una definizione più forte). I Millelire non erano libri ma fascicoli, “un sedicesimo rilegato a punto metallico” eppure venivano venduti come tali con tanto di numeri di pagina e codice ISBN.

    Concordo con te, è necessario distinguere tra ebook ed ebook ma appunto un PDF è inconfondibile, potremmo considerarlo alla stregua di un Millelire, sembra un ebook (ne ha alcune caratteristiche) ma lo è solo apparentemente. Possiamo invece considerare le vecchie distinzioni (in ottavo, in sedicesimo ecc.) corrispondenti a quelle nuove (mobi, epub ecc.), cosa dici? 🙂

    Invece sapevo mi avresti frainteso con la storia della musica 😉 Con le parole “vero ebook” pare che Sinibaldi teorizzi chissà quale forma di letteratura digitale propria della lettura legata agli ebook totalmente diversa dalla letturatura tradizionale legata alla carta (pergamena, papiro e così via). Per me non è necessario arrivare a tanto. L’atto di leggere è sempre uguale a se stesso.

    Certo, la lettura digitale è “uguale” alla lettura normale per il sottoscritto… troverai tanti altri convinti che non sia così, come per la musica la compressione digitale secondo molti ha portato a una diversità dell’esperienza d’ascolto. Ma nessuno, credo, pensa che debba nascere un giorno un tipo nuovo di musica solo digitale. La musica è musica. E la lettura è la lettura. Spero di essermi espresso meglio!

  4. Io credo che, per il bene dell’ebook, prima o poi debba accadere quello che auspica Sinibaldi. Altrimenti l’ebook sarà una tecnologia morta nel giro di pochi anni. Quali sono infatti oggi i vantaggi che ti dà un ebook rispetto a un libro di carta?

    Parlando di musica, mi è perfettamente chiaro quale sia uno dei plus dell’mp3 rispetto a un cd: in un lettore di mp3 posso avere centinaia di “album” e nel mio viaggio in treno di tre ore avrò la possibilità di ascoltare tutta la musica che voglio.

    Ma nel caso dell’ebook, qual è il vantaggio specifico? Sicuramente non la leggibilità, dato che è universalmente riconosciuto che allo stato attuale i libri di carta hanno una leggibilità maggiore. Molti pensano che uno dei vantaggi sia la possibilità di avere la propria biblioteca in tasca. Ma è una cosa che serve davvero? Nel viaggio in treno di tre ore di cui sopra, quanti libri potrò mai leggere? Siamo sicuri che mi serva tenermi in tasca 150 romanzi? E quando li leggerò? A fronte di un’esperienza di lettura più povera (o al limite, per i più entusiasti, uguale) non ottengo alcun beneficio in più rispetto al libro di carta, mentre devo affrontare un’altra serie di grossi problemi (a titolo di esempio: compatibilità dei vari formati, conservazione dei libri negli anni, prestito, dipendenza dall’hardware specifico o, peggio ancora, dalla piattaforma da cui acquisto, etc.)

    Se invece gli editori saranno in grado di produrre contenuti che solo un ebook reader potrà veicolare, puntando magari sulla condivisione in tempo reale durante la lettura tramite social network o attraverso l’inserimento di contenuti multimediali, allora l’ebook avrà un senso e l’esperienza di lettura sarà qualcosa di diverso rispetto al libro tradizionale.

    Ma fino a quando questo non accadrà, non solo il pdf, ma anche l’epub non saranno altro che delle pagine di carta scannerizzate.

    Luigi Bechini

  5. @Luigi

    Ciao! Per me invece la nascita o meno di un “vero ebook” – chissà, magari grazie all’epub 3 che riuscirà a integrare anche audio e video oltre al testo – è del tutto secondaria a una rivoluzione che è già in atto.

    I vantaggi specifici dell’ebook rispetto al libro, anche se in qualche modo li neghi, forse perché come me lavori nel settore? o ho sbagliato persona? 🙂 sono gli stessi dell’mp3: 1) portabilità – non c’è bisogno di portarsi dietro ore di musica ma lo facciamo ugualmente 2) ampia possibilità di scegliere – se un brano o un album non mi va ne scelgo un altro tra quelli caricati.

    Fai i debiti paragoni e vedrai che non c’è alcuna ragione – neppure le difficoltà che enumeri, reali ci mancherebbe – perché l’ebook non prenda piede in quanto più comodo del libro. E se l’editoria tradizionale percepirà il cambiamento è probabile che andrà verso il digitale con meno timori e la produzione libraria cartacea subirà una contrazione, non scomparendo.

    Ah, ti assicuro che un ebook in formato epub non è per nulla una sequela di pagine scannerizzate 🙂

  6. @Luca

    Ciao a te. Il fatto è che continuo a non vedere i vantaggi dell’ebook. Rispondendo a quelli che suggerisci tu:

    1) Per portarmi dietro “ore” di lettura, basta (e avanza) un libro;
    2) Sulla possibilità di scegliere: ma davvero uno che ha speso 7 o 8 euro per un ebook non lo ha valutato bene prima di comprarlo? Veramente legge le prime due pagine e poi lo cancella perché non gli piace? E’ vero che, come dice Pennac, tra i diritti del lettore c’è quello di non finire un libro, ma quante volte capita di non amare un libro leggendone solo le prime pagine, per poi scoprire andando avanti che è un capolavoro? Voglio dire: il vantaggio dell’ebook si riduce al fatto che sono libero di non leggerlo?

    Il problema che vedo io è che gli operatori più attivi nel mercato del libro digitale non sono né editori, né scrittori, né probabilmente lettori. Gli attori principali sono Telecom (Biblet), Amazon, i grandi gruppi di distribuzione libraria (vedi Edigita) e addirittura un’azienda come MediaWorld (Net-Ebook). Ho la sensazione che a questi soggetti sfuggano alcuni aspetti legati al “consumo” di libri, alle motivazioni dei lettori, ai tempi e ai modi della lettura. Si continua a fare l’errore di paragonare l’ebook all’mp3, quando l’esperienza di chiunque dice che sono due modalità di consumo agli antipodi: lento e prolungato nel tempo il primo, veloce e istantaneo il secondo. Il libro richiede un investimento di tempo e denaro molto più elevato di un mp3 e il vantaggio del supporto digitale, a mio avviso, si riduce in maniera proporzionale all’aumento dell’investimento in termini di tempo.

    Sicuramente ci sono nicchie in cui anche io riesco a vedere il valore aggiunto dell’ebook, ma sono, appunto, piccole isole. Credo per esempio che l’ebook sia fantastico per chi ama leggere libri in lingua originale (non sempre facilmente reperibili su carta). Ancora, una guida turistica in ebook credo sia molto comoda. Sono meno convinto che invece il libro elettronico sia utile nel caso dei testi universitari o dei libri di testo: spesso, per fare solo un esempio, quando si studia c’è bisogno di avere sott’occhio più di un libro e con l’ebook non credo sia molto facile.

    Detto questo, il bello dell’ebook è che una volta tanto ci costringe a pensare un po’ al futuro.

  7. Scusate il ritardo!

    @Luigi, neanche a dirlo io sono piuttosto d’accordo con Luca. Addirittura credo che la discussione sia già un po’ superata. Dal mio punto di vista non c’è un “se” l’ebook si affermerà. Lo ha già fatto. Anche se ammetto che, lavorando in questo settore, la mia prospettiva può essere distorta

    E non sono neanche tanto convinta che gli operatori maggiori nel settore siano quelli che non c’entrano niente. Ci portiamo dietro delle concentrazioni problematiche e fastidiose, è vero. Ma è vero anche che c’è tutto un mondo di piccole realtà che in digitale producono contenuti originali e innovativi. E che prima dell’ebook difficilmente avrebbero avuto lo spazio e il seguito che hanno oggi.

    @Luca, la storia di Achilli è bellissima. E mi fa molto ragionare sul fatto che, per quanto ingannevoli, i mille lire hanno fatto del bene alla lettura. E ne se parla ancora adesso.

    Io non credo che la letteratura digitale debba essere considerata a parte rispetto a quella cartacea. Il supporto non fa il contenuto, sono d’accordo.

    Ma credo anche per un PDF sia inconfondibilmente diverso da un ebook per me e per te. Molto meno per chi al digitale si avvicina adesso. Se gli dai quel file e gli dici che è un ebook cosa ne penserà? Io direi “grazie e tante, va bene perché è gratis. Ma se aspettate che paghi per questo mettetevi comodi.” E da qui una serie di implicazioni e convinzioni sbagliate.

    Ma qui torno ai Millelire. E mi si insinua il dubbio che questo genere di eBook possa in realtà non fare male nell’ottica di una diffusione della lettura digitale.
    Insomma, so che in questo genere di discussioni di solito si difende il punto. Io invece un punto non riesco proprio a mettercelo. Tengo aperto il ragionamento e mi riprometto di tornarci su. 🙂