E-Anthology: per un’antologia della letteratura elettronica

Photocredit: www.storiacontinua.com 

Della serie un libro è un libro, la letteratura è letteratura, anche quando è digitale. E allora, così come vengono dedicati volumi  alle varie correnti di letteratura, perché non raccogliere in un'antologia le opere che hanno fatto la storia delle letteratura elettronica? È proprio questo l'ambizioso progetto che Daniele Giampà e Roberta Iadevaia stanno sviluppando sotto il marchio Gruppo Giada. Ma che cosa s'intende esattamente per letteratura elettronica? Si tratta di tutte quelle opere che hanno in comune «l’uso del computer e delle tecnologie digitali, vale a dire quelle che prevedono l’uso del computer (e talvolta Internet) per essere create e / o lette», insomma, che si appoggiano alle tecnologie e dei media digitali per essere scritte e diffuse.

L'argomento di cui parliamo oggi è un po' diverso dalle news sul mondo dell'editoria digitale a cui vi abbiamo abituati: è bello per una volta coniugare l'argomento del digitale con l'idea di una storia della letteratura – elettronica, sì, ma comunque letteratura. L'operazione è di una certa rilavanza storico-letteraria, e ci piace in modo particolare perché mira a dare un riconoscimento e una certa dignità al ruolo dei digitale nella letteratura, appunto. Il concetto che sta alla base del progetto proviene da un saggio che fu pubblicato nel lontano 1945 dall'allora direttore capo dell'Ufficio americano per la Ricerca e lo Sviluppo scientifico, Vannevar Bush: lo scritto, intitolato As we may think, riflette sul ruolo della tecnologia e sul contributo che essa può dare al benessere e allo sviluppo dell'umanità. Ecco, questa antologia dovrebbe essere un mega-sunto del ruolo della tecnologia e del contributo che essa può dare nella diffusione della letteratura. A tal proposito mi vengono in mente, tanto per fare un esempio, le iniziative che la città di Incheon, vincitrice del titolo di capitale mondiale del libro 2015, promuove per portare la lettura a tutti quei cittadini che vivono sulle isole della baia di Incheon e fanno fatica a procurarsi libri: per loro c'è un'app per smartphone che consente l'accesso a una biblioteca online ovunque ci si trovi. Ma anche senza andare così lontano, basta pensare alla maggiore facilità di reperimento dei libri grazie agli store online, al minor costo degli eBook rispetto ai libri cartacei, all'immensa ricchezza di contenuti digitalizzati che possiamo trovare su Google Books, alle collezioni dei musei disponibili online… E si potrebbe andare avanti quasi all'infinito.

Divagazioni a parte, un'altra cosa che mi piace di questo progetto antologico è che tiene conto anche di quelle opere che hanno anticipato in maniera pionieristica alcuni principi della letteratura digitale e dell'ipertesto: gli esperimenti di Calvino con Il sentiero dei nidi di ragno e Se una notte d'inverno un viaggiatore sono solo i primi che mi vengono in mente, per non parlare di Joyce, ma anche qui l'elenco sarebbe lunghissimo. E all'analisi di opere come queste sarà dedicata la prima parte dell'antologia, che va dal 1945 al 1995; la seconda parte, fino al 2005, parlerà del modo in cui fenomeni come l'esplosione di Internet e la nascita dei primi social network e di Youtube hanno influenzato la produzione e la diffusione letteraria. L'ultima sezione dell'antologia analizza il periodo degli anni 2000 fino ad oggi, e in particolare il ruolo dei social nella produzione di contenuti e di piattaforme per lo storytelling come Wattpad

Insomma, di carne al fuoco sull'argomento ce n'è moltissima, il materiale è potenzialmente tantissimo ma anche disparato e del tutto non organizzato (il che, comunque, chiarisce l'importanza e il valore del progetto); insomma, il rischio minestrone è dietro l'angoloagli autori spetta l'arduo compito di dare una coerenza di fondo all'opera per evitare di creare qualcosa di confusionario, senza sacrificare la completezza. Non vediamo l'ora di seguire tutti gli sviluppi del progetto del Gruppo Giada, e soprattutto di vederne i risultati!

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