I grandi editori e il digitale

Qualche tempo fa vi abbiamo parlato delle case editrici digitali in Italia.
L'editoria digitale continua a crescere, come nelle previsioni: in poco meno di sei mesi il numero dei titoli disponibili in ebook è raddoppiato e quasi il 45% delle novità editoriali viene pubblicato anche in digitale. I numeri ci dicono quindi che gli ebook stanno guadagnando terreno. Ma come si stanno comportando i grandi editori rispetto a questo cambiamento?

Osservando da vicino il settore che sta prendendo forma in questi anni sono sempre più convinta che tra l'editoria tradizionale e quella digitale vi sia una differenza enorme e che, nonostante l'approccio positivo e i risultati felici di tanti editori “nativi digitali” ci sono ancora tanti aspetti da comprendere e approfondire.

Come abbiamo già detto qualche mese fa, le grandi case editrici digitali faticano un po' ad adattarsi al cambiamento, tutti hanno ormai preso l'abitudine di pubblicare i propri titoli anche nella versione digitale, ma da questa pratica non si capisce niente su cosa effettivamente i grandi editori pensino della letteratura digitale. Qual è la loro interpretazione di questo nuovo modo di approcciarsi alle storie?
Quali potenzialità scorgono i nostri grandi editori nel digitale?

Dal 2012 appaiono nel catalogo dei maggiori editori collane dedicate interamente al digitale. Mondadori chiama XS la sua collana dedicata esclusivamente agli ebook, lanciandoli come “extra d'autore", il nome richiama “la taglia” dei testi pubblicati, che si leggono in venti minuti; ma si punta anche sulla qualità: sono d'autore e sono extra. Ricapitolando: ebook brevissimi, da leggere nei ritagli di tempo; in più sono d'autore. Quindi: il formato è differente ma il contenuto, lunghezza a parte, somiglia a ciò a cui siamo abituati. Il prezzo varia dai 0,99 € a 1,99 €.

Feltrinelli ha lanciato a dicembre 2011 Zoom, che propone libri brevi, o brevissimi, spesso parti significative di libri più grossi, come se si trattasse di musica digitale da scaricare e ascoltare, anche in questo caso si tratta di penne importanti; il prezzo è lo stesso di una canzone su i-tunes: 0,99 €.

Einaudi l'ha chiamata Quanti, richiama l'impalpabilità dell'ebook, anche Einaudi ha deciso di sfruttare il digitale per poter commercializzare tutto quel materiale che risultava essere troppo breve per essere pubblicato su carta, il cui valore letterario però è tale da fargli meritare di essere pubblicato. Il digitale è il modo migliore per risolvere questo problema, io ho appena finito di leggere Mondo e romanzo, due brevissimi saggi di Magris e Vargas Llosa sul romanzo, brevissimi ma molto interessanti.
Anche i quanti si possono trovare su tutti gli ebook store al prezzo fisso di 0,99 €.

Tutte e tre queste collane sono protette con gli Adobe DRM.

Rizzoli invece l'ha chiamata First, la sua collana digitale, e raccoglie romanzi inediti di scrittori affermati e non. Non racconti o testi brevi in cerca di una collocazione sul mercato quindi, ma libri interi e in più lingue, alcuni infatti escono in contemporanea nella versione italiana e inglese. Il digitale è usato in questo caso come apripista, il cartaceo verrà in seguito. Ciliegina sulla torta è la scelta di non utilizzare alcun tipo di DRM, il che denota una maggiore fiducia nel digitale rispetto agli altri big dell'editoria italiana.

Da quanto detto si può vedere come gli editori cartacei preferiscano nella maggior parte dei casi restare editori cartacei, i loro esperimenti col digitale non sembrano dettati dal desiderio di scoprire e esplorare questa nuova frontiera, magari sfruttando il proprio prestigio e la propria esperienza per porsi come pionieri e la propria autorità per aprire nuove strade e imporre nuove tendenze.

Chi è riuscita a fare qualcosa di diverso è stata Rizzoli che ha offerto un'interpretazione che va al di là dell'ebook a 99 centesimi da leggere in pochi minuti, interpretando il digitale come una possibilità per far conoscere titoli nuovi e testarli sul mercato.

Le altre collane digitali che abbiamo visto somigliano di più ad un compito a casa. Un pensierino sulla digitalizzazione.
Da un certo punto di vista la cosa mi dispiace, perché mi sarebbe piaciuto vedere più entusiasmo per la novità, il desiderio di fare cose nuove, di inventarsi qualcosa.
D'altro canto, io che sono fermamente convinta che i libri di carta non moriranno mai, sono anche contenta nel vedere che chi ha sempre fatto i libri di carta prosegua su questa strada e continui a proporci belle edizioni cartacee. Magari investendo per migliorare ciò che sanno fare meglio e che amano di più fare.

Sara Cocco

Il mio pallino per l'editoria digitale si è rotto come un uovo, ed è finalmente nata Regina Zabo edizioni, ora faccio il direttore.

5 Commenti
  1. “Le altre collane digitali che abbiamo visto somigliano di più ad un compito a casa”. Quoto al 100%.
    Il punto è che il mercato è maturo (mancava la spinta dai grandi produttori di hardware ed è arrivata), i lettori lo sono pure e le cifre lo dimostrano; ma gli unici che continuano a “subire” piuttosto che sfruttare il digitale sembrano essere (buona parte de) gli editori.