La svolta verso il digitale della Utet

La Utet si rinnova. Finalmente una casa editrice tradizionale ha deciso di impegnarsi seriamente nel digitale! Inutile dire che noi di Finzioni non aspettavamo altro, proprio la settimana scorsa si è parlato di questo argomento chimando in causa alcuni dei maggiori editori della tradizione Italiana.
Mentre su Finzioni ci si lamentava della reazione “svogliata” dei nostri big, la Utet, storica casa editrice torinese che dal 2002 fa capo al gruppo de Agostini, si dava da fare per scrollarsi di dosso un po' del torpore che ha avvolto la grande editoria e ha pianificato una linea volta a rilanciare il marchio puntando sul digitale.
Ci è voluto un po' ma le statistiche Nielsen parlano chiaro: la vendita di ebook è triplicata tra gennaio e aprile di quest'anno! Quindi inutile dirlo, puntare sugli ebook è la strategia vincente per chi vuole continuare a mantenere la propria posizione di prestigio nel mercato editoriale.

La svolta verso il digitale della Utet è focalizzata su quattro punti:
–  l'ebook sarà compreso nel prezzo del cartaceo. Questa è una grande notizia non solo per i feticisti della cellulosa, ma anche per tutti coloro che considerano il libro come un pezzo di arredamento, e per chi ama trascorrere le serate in poltrona accarezzando le pagine di un libro “vero”.
Saranno contenti tutti i lettori, perché, non ci stancheremo mai di ripeterlo, chi utilizza l'e-reader non lo fa perché odia i libri di carta, ma per la sua capacità di rendere più pratica e accessibile l'esperienza di lettura. L'idea di poter avere in un colpo solo sia il libro da toccare, con le paginette di carta, tutto profumato di inchiostro da tenere in casa, e l'ebook per poter leggere ovunque, anche sul tram, o in giro per il mondo senza grandi ingombri nella borsa è un'idea allettante! Finalmente qualcuno ci ha pensato!

– Sono stati convertiti nel formato ePub trecento titoli del catalogo storico, tra cui si potranno trovare gli introvabili, ovvero quelli esauriti già da un po'. O che non sono mai stati pubblicati prima in digitale.

–  I classici greci e latini, con traduzione a fronte, saranno interattivi: nell'intento di liberarsi dai paradigmi del cartaco e realizzare un mezzo completamente digitale. Si potrà quindi navigare tra i capitoli degli ebook, che saranno suddivisi in tre sezioni: lingua originale, traduzioni, note critiche.
Si potrà passare con agilità da una sezione all'altra e accedere alla traduzione cliccando sul numero di riga o verso, o alle note cliccando sul numeretto di riferimento.

– L'apertura del nuovo sito è perfetta per coronare la svolta verso il digitale  e la presenza sui social network più popolari: Twitter e Facebook.

Visto che siamo in periodo di pagelle mi sembra giusto che la Utet possa avere la sua proprio come l'avevamo noi alle elementari.

Ha dimostrato di comprendere l'importanza della digitalizzazione, guardandosi attorno e cercando di dare un'interpretazione personale, in armonia con la propria linea editoriale, dei cambiamenti che stanno avvenendo nel mondo del digitale. Senza rinnegare i libri di carta né trattare gli ebook come un qualcosa “in più” e di minor prestigio rispetto alla produzione classica. Hanno visto quello che sta succedendo attorno a loro e hanno pensato il modo migliore per adeguarsi a questi cambiamenti. La Utet è stata promossa!

Un altro aspetto che tengo a sottolineare, perché lo utilizzo come cartina al tornasole dell'emancipazione delle case editrici è la protezione dei loro ebook. Anche in questo caso va promossa. Per i suoi ebook ha scelto infatti i watermark DRM, o soft DRM; un tipo di protezione molto più leggero, semplice e simpatico degli Adobe DRM usati dalla maggioranza degli editori tradizionali. I soft DRM si limitano a inserire nell'ebook il nome e l'indirizzo e-mail di chi l'ha comprato, di modo che se a qualche disgraziato venisse in mente di far circolare una copia piratata, si riuscirebbe a risalire a lui. Per gli onesti lettori, rispettosi del lavoro intellettuale invece è perfetto, chi acquista un ebook con queste protezioni poi si può comportare come se fosse suo (!).
Rinunciare a protezioni più forti è segno di una comprensione profonda dei meccanismi della rete e di una maggiore fiducia sia nei confronti dei nuovi strumenti tecnologici che nei confronti dei lettori. La risposta al digitale non è arrivata tanto presto ma sicuramente è stata ben ponderata.

Sara Cocco

Il mio pallino per l'editoria digitale si è rotto come un uovo, ed è finalmente nata Regina Zabo edizioni, ora faccio il direttore.

9 Commenti
  1. “la vendita di ebook è triplicata tra gennaio e aprile di quest’anno!” Il che è equivale a dire che 1 è diventato 3. Ma sempre di 3 si tratta, e su 100 non è nemmeno una minoranza. E’ niente.

    Quando leggo propagande del genere smetto immediatamente di leggere, eh.

  2. Non so se tu ti stia riferendo al nostro articolo o "direttamente" alla Utet. In ambedue i casi, nessuno ti obbliga a proseguire la lettura, i pixel non incatenano 🙂

    Laddove la critica fosse rivolta a noi, ribadisco che è compito della Redazione News riportare quanto accade nel mondo editoriale a 360 gradi. Quindi ci compete, eventualmente, menzionare anche quella che è una nuova strategia digitale di Utet, che si è data una bella svecchiata e fa una cosa pregevolissima, ovvero il dare l'ebook assieme al cartaceo. Come ha giustamente sottolineato Sara, sono tra i primi a farlo (Fanucci lo fece nell'ambito dei titoli per ragazzi in occasione della Fiera del libro di Bologna 2013; si trattava di una collana inerente a dei grandi classici, ma non mi vengono altri esempi, al momento) ed è un ottimo modo per avvicinare i lettori al digitale. Io per prima, che leggo digitale e di malavoglia, sarei felicissima di poter avere anche la copia cartacea da mettere in bella vista nella mia libreria.

    Basta questo per far sì che l'argomento diventi per noi meritevole di menzione. Al di là della notizia di per sé, ovvero il rinnovo di Utet con uno sguardo al digitale, c'è anche il discorso inerente al favoreggiare la lettura, tema che come ben saprai a noi preme molto. Tutte le attività che in qualche modo riescano a facilitare al lettore l'attività del leggere o che, soprattutto, avvicinino alla lettura – digitale o cartacea che sia –, sono per noi importanti. Perdonami se la critica non era rivolta a noi, ma ho preferito rispondere comunque perché sì, si tratta di propaganda e ti ho voluto spiegare il perché. Con propaganda intendo, ovviamente, non il voler sponsorizzare Utet a tutti i costi, bensì sponsorizzare una bella iniziativa – in questo caso di Utet – inerente ai libri 🙂

  3. Io ho scritto triplicato perché la matematica non è mai stata il mio forte e scrivere numeri mi annoia, se volete leggerli però Il Giornale della Libreria, o il sito dell’Associazione Italiana Editori riporta numeri e fonti, dove vado io a controllare prima di scrivere frasi apparentemente vuote come quella citata da A.M.
    Poi, volendo, potremmo mettere in dubbio le statistiche, che si sa, possono anche non essere trasparenti. Ma di questo passo non si arriva da nessuna parte. Io consiglierei invece a tutti quelli che non sono soddisfatti dell’incremento della vendita di ebook di protestare contro le affermazioni propagandistiche acquistandone di più, cosi anziché da 1 a 3 si passerà da 3 a 9… da 9 a 27… Poi però è bene ricordarsi di leggerli, tutti questi ebook, se no falsiamo anche i dati sulla lettura e siamo punto e a capo…

  4. Mi sembra inutile stare a cinquantare sui dati di vendita degli e-book, visto che non è il tema centrale dell’articolo: possiamo anche dire che gli e-book li comprano quattro gatti, ma ciò non cambia la sostanza dell’articolo.
    Piuttosto: bene la UTET! Oltre all’iniziativa in generale, sono contento che una casa editrice legata all’istruzione. Ci voleva proprio una boccata d’aria fresca.