La Mela Avvelenata Book Press

Tempo fa leggevo su LiveScience che uomini e donne hanno effettivamente due modi differenti di pensare: l'uomo pensa di più con la materia grigia, la donna con la materia bianca (il didò bicolor che para gli spifferi nella nostra scatola cranica). Non ho bisogno di dirvi che nonostante la differenza di modalità noi donne non siamo stupide, meno capaci, qualitativamente inferiori. Solo diverse. Dunque due modi di vedere, di interpretare, di ragionare, due modi differenti di leggere.

Forse anche per questo non mi ha poi tanto sorpreso la notizia di un editore digitale che vanta una redazione tutta al femminile. Non si tratta, credo, di femminismo: almeno non è in quest'ottica che voglio vedere e presentarvi La Mela Avvelenata Book Press. Ciò che si ottiene dalla collaborazione di uomini e donne è straordinario, ma quando tante teste femminili si riuniscono per dare vita a un'idea… una volta, ve lo ricordo, ci bruciavano per questo, ci chiamavano streghe, perchè i risultati erano così sorprendenti da prendere il nome di stregonerie. La donna, come diceva Clarissa Pinkola Estès, ha un innato potere e richiamo al selvaggio che la distingue nettamente dall'uomo.

Daniela Barisone e Alexia Bianchini hanno unito il loro potere femminile per mettere in piedi La Mela Avvelenata Book Press questo Gennaio. Ebook dai contenuti "forti, audaci e sovversivi" ma diversi per genere, per formato e per lunghezza. Gli stili che influenzano La Mela Avvelenata sono l'horror, il fantasy e la fantascienza ma, caratteristica rara soprattutto per le edizioni digitali italiane, soprattutto  il LGBT (Lesbian Gay Bisex Transgender). Non c'è necessità di uniformare e standardizzare le letture: la diversità, anche dei contenuti, è un valore che va oltre l'epiteto di bestseller.

I titoli pubblicati sono tutti finemente curati nella grafica e nell'editing, con la minuzia che solo una donna può avere. E tra i titoli anche eBook gratuiti, racconti brevi ed un concorso per promuovere nuovi scrittori "fuori dagli schemi".

Sara D'Agostino

Book nerd D.O.C., crede nella Forza come religione e ha una dipendenza da asciugacapelli. Da vera strapezzente, ha percorso la rotta di Kessel in meno di dodici Parsec.

2 Commenti
  1. Trovo molto interessante questa iniziativa e formidabili le regole obbligatorie sulla redazione dei testi e la sanzione della cestinatura in caso di mancato rispetto delle regole, a prescindere dal valore del testo, pare di capire.
    D’altro canto, facendo in modo che l’autore sia anche editor di se stesso si bypassa la parte noiosa del redattore o copy editor di casa editrice, lasciando quella più bella, la mera valutazione del “merito” letterario del testo.
    Approvo incondizionatamente l’attenzione per la cura grafica del prodotto editoriale, cosa trascurata da molti editori.
    Un po’ debole invece la excusatio non petita del “chi siamo”. Dire “Abbiamo uno staff prevalentemente femminile ma non per questo debole” lo trovo curioso viste le premesse del progetto.
    Occorre invece ricordare che il lavoro di copy editor è storicamente un mestiere “femminile” (nelle case editrici era/è forte la presenza di donne). Le donne sono più scrupolose, attente ai refusi, sanno cogliere aspetti di un’opera che gli uomini spesso non vedono. La presenza maschile c’è di più nelle case editrici “tecniche” dove non è necessario essere “intuitivi”.
    In bocca al lupo per tutto.