Il gran rifiuto

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Attualità / Il gran rifiuto

Il Man Booker International Prize è un prestigioso premio letterario internazionale che viene assegnato ogni due anni e a cui  possono partecipare tutti gli autori di fiction che abbiano pubblicato i loro testi in lingua inglese. In questi giorni sono stati resi noti i nomi dei finalisti dell'edizione 2011. Preparate il vostro orgoglio italico ad un sussulto perché la "nostra" Dacia Maraini è in finale e si batte con dei ragazzetti da niente tipo Philip Roth o John Le Carré.

Ecco, il gran rifiuto di cui leggete nel titolo è proprio di Le Carré. Lo scrittore avrebbe infatti reagito alla comunicazione della sua candidatura con un sereno ma deciso: "No, grazie. Lusingato, per l'amor del cielo, ma no grazie."
La motivazione addotta è un vago "io non partecipo ai premi letterari" che lascia ben poco spazio ai tentativi di convincimento degli organizzatori. Sempre ammesso che questi tentativi ci siano stati perché, a quanto riportano le cronache, gli organizzatori hanno risposto semplicemente "poco male, noi lo candidiamo lo stesso".
Che se ci pensate è una cosa meravigliosa. E' un po' come quando ti invitano da qualche parte, tu declini gentilmente e la loro risposta è "bé dai io ti conto lo stesso, poi vediamo"….(Segue sguardo disarmato)

Insomma questa notizia valeva la pena di essere riportata: a) per la candidatura della nostra Maraini b) per questo antico meccanismo del "mi si nota di più se vengo o se resto a casa?" che fa tanto Nanni Moretti in Ecce bombo 3) perché anche in Italia c'è un premio letterario alle prese con parecchie defezioni: il Premio Strega. 
Ora, dello Strega e delle varie polemiche si è già parlato qui su Finzioni ma ci sono novità. Dopo Eco anche Arbasino ha rifiutato la candidatura per lasciare spazio alle nuove leve e la lista di editori che hanno deciso di non partecipare si fa di giorno in giorno più lunga. Ad oggi hanno dato forfait nell'ordine: Feltrinelli, Rizzoli, Minimum Fax e altre case editrici più piccole. 

La cosiderazione che sorge spontanea è: cosa c'è che non funziona nei premi letterari? Perché questa eterna giostra di presenze, assenze, dibattiti e rifiuti che si ripete anno dopo anno? Il fatto che ci siano di mezzo questioni economiche e di immagine non dovrebbe essere una novità, né tanomeno scandalizzare nessuno. Quello editoriale è un mercato e necessità di pubblicità come tutti gli altri. Per cui non è anomalo che agli autori faccia comodo la sponsorizzazione, che ai premi faccia comodo la presenza di nomi altisonanti tra i candidati e pure la polemica che li porta in terza pagina ogni due giorni. Forse è solo che si tratta di meccanismi, pesone, dinamiche stanche e vecchiotte che non funzionano più bene come prima e che rischiano di svuotare di significato una cosa potenzialmente bella come un premio lettereario. 

Margherita Caramatti

Margherita Caramatti

Conosciuta anche come Maggie. E' nata con la passione per i libri e cresciuta con quella della tecnologia e del uéb, oggi cerca di unire le due cose e farne una professione.

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