La donna che annusava i libri

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C’è una tipa, una certa Rachel Morrison, che per lavoro fa la bibliotecaria ma anche l’artista, di quegli artisti sempre coinvolti in progetti assurdi, performance al limite dell’inverosimile, insomma ci siamo capiti. Americana, naturalmente. Rachel ha pensato una mattina: «Come faccio a mettere insieme il mio lavoro e la mia arte?». E si è anche data una risposta: annusando libri.

No, davvero. E mica libri qualsiasi, ma i libri della biblioteca del Moma, il Museum of Modern Art di New York, dalla A alla Z. O più precisazione dalla classificazione AC5.S4 a quella ZN3.R45. L’idea è quella di registrare su un quaderno gli odori sprigionati, secondo la signora Morrison, da ciascun libro, nella convinzione che quando tutti i libri saranno digitalizzati, si perderanno le caratteristiche, come dire… organolettiche dei testi. Che in sé non è un’idea cattiva, a pensarci bene.

Ma a questo punto la domanda sorge spontanea: che odore avrà Il profumo di Süskind? E Il giardino dei Finzi Contini? E Gabriella, garofano e cannella? E…

eFFe

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eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

3 Commenti
  1. Secondo me le può far male sniffare tutta quella polvere lì! PS Se annusate Il profumo di S. nell’edizione italiana brossura sentirete un cattivo odore (davvero!).

  2. Amo l’odore dei libri, anche a me come alla tipa qui su piace annusare quelli nuovi. Per questo mi chiedo come si possa passare all’ebook senza farsi troppi problemi!! Odio gli ebook.