Twitter e il dono della sintesi

Avete mai frequentato un corso di scrittura creativa, o anche solo letto un libro sull'argomento? Se non avete mai sperimentato tutto questo, sappiate che circa il 90% dei docenti con cui avreste a che fare vi direbbe che il 90% degli aggettivi e/o avverbi che usate scrivendo sono inutili.

Pertanto questo interessantissimo articolo che pazientemente mi accingo a scrivere, controllando puntualmente e diligentemente di non commettere banali e imbarazzanti refusi mentre le mie fantastiche dita da pianista tamburellano rapidamente sulla tastiera, vi illustrerà un interessante, utile e innovativo strumento che in brevissimo tempo porterà le vostre doti letterarie a livelli attualmente inimmaginabili.

Ovvero: usate Twitter per imparare il dono della sintesi. Quante volte vi è capitato di scrivere un tweet e dover stringere i denti per stare nei 140 caratteri? La grammatica di Twitter si basa su meccanismi molto rigidi, che tuttavia permettono di eliminare una lunga serie di orpelli inutili e spesso fastidiosi, e senza per forza adeguarsi all'altrettanto spesso fastidioso linguaggio degli sms.

La teoria arriva dal sito socialtimes.com: un articolo di Amanda Cosco sostiene la tesi che usare assiduamente Twitter può rendere uno scrittore migliore. Una tesi decisamente in contrasto con i detrattori della scrittura ai tempi dei social network: chiunque sia in grado di scrivere una frase di senso compiuto, stilisticamente impeccabile (oops, un aggettivo + un avverbio, ci sono cascata di nuovo…) e senza la benché minima abbreviazione nello spazio di 140 caratteri, è a metà dell'opera per diventare uno scrittore con i fiocchi.

Ricordate tutti la massima di Stephen King, che tutti noi dovremmo appuntare a caratteri cubitali sulle nostre scrivanie: La strada verso l'inferno è lastricata di aggettivi.

Marta Traverso

Gossip blogger, bonsai all'ombra della Lanterna, vagabonda dei social media

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